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Ente Autonomo Fiere di Foggia

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Discorso Inaugurale Ottobre Dauno 2011 Stampa E-mail

DISCORSO INAUGURALE DEL PRESIDENTE DELL’ENTE FIERA  DI FOGGIA, AVV. FEDELE CANNEROZZI, ALLA 33^ FIERA D’OTTOBRE CAMPIONARIA NAZIONALE

 
Porgo il più caloroso benvenuto dell’Ente Fiera e mio personale alle autorità presenti, civili, militari e religiose, cogliendo subito l’occasione per ringraziare gli organi di informazione per aver accolto l’invito a condividere questo momento inaugurale e, non certo da ultimi, gli espositori che hanno risposto con fiducia e riposto le proprie attese di sviluppo nell’Ottobre Dauno.
 

La Fiera di Foggia saluta e ringrazia, in modo non rituale, tutti i rappresentanti delle imprese, delle associazioni professionali, di categoria e dei lavoratori oggi convenuti.

Un saluto particolare mi sia consentito rivolgere all’assessore Elena Gentile, la cui presenza conferisce particolare significato alla cerimonia odierna, in considerazione della delicata congiuntura economica e sociale che caratterizza  il Paese ed in particolare il Mezzogiorno.
 
Consentitemi di rivolgere un pensiero ad Antonio Di Gennaro, il dipendente dell’Amica recentemente scomparso mentre svolgeva il suo lavoro, e alla sua famiglia, così duramente colpita, che oggi merita l’abbraccio solidale di tutti noi.
Un abbraccio che difficilmente potrà lenire il dolore, ma che certamente può offrire un conforto ed un sostegno, spero effettivo ed efficace, per affrontare quel dolore.
Una vicenda che conferma quanto, purtroppo, siamo lontani dall’aver sconfitto l’intollerabile rischio di uscire di casa per lavorare e perdere la vita per quel lavoro.
Una vicenda, che, al tempo stesso, ci insegna molte cose e che fa giustizia della superficialità con la quale in tanti, in questo ultimo periodo, hanno giudicato il lavoro dei dipendenti della nostra Azienda Amica di Foggia.
Un’Azienda che, con i suoi lavoratori,  costituisce un patrimonio irrinunciabile per questa città, che va difeso e tutelato con forza, e che può contare sull’impegno e la passione che in questi anni ha dimostrato, in particolare, il nostro sindaco, Gianni Mongelli.
 
Antonio di Gennaro non era né un “imboscato”, né un fannullone.
Antonio Di Gennaro era una persona che svolgeva il suo lavoro non solo con una speciale professionalità, universalmente riconosciuta, ma con generosità.
E quella generosità. al di là delle responsabilità civili e penali che toccherà ad altri verificare, è stata la causa ultima della sua scomparsa.
Grazie, Antonio. A te voglio dedicare questa giornata inaugurale.
 
Nel dare inizio a questo intervento desidero anzitutto ricordare che l’Ottobre Dauno giunge alla sua 33° edizione, che l’Ente Autonomo compie 72 anni e che, pur attraversando un periodo di difficile congiuntura, siamo in questa sala a celebrare un appuntamento annuale che affonda la propria memoria nei ricordi dei nostri padri e dei padri dei nostri padri, con il pensiero rivolto ai nostri figli, ed ai figli dei nostri figli.
Un contesto economico difficile ed un quadro normativo in cambiamento non possono e non devono costituire un alibi ma una sfida. 
Così come le imprese hanno scelto ancora una volta la vetrina rappresentata dalla Fiera di Ottobre per rafforzare la propria identità e la propria posizione nei mercati, noi ribadiamo il nostro impegno nel contribuire alla crescita ed al benessere del sistema economico e delle comunità locali di Capitanata e dell’intera Puglia.
 
Autorità tutte,
con il supporto dei Soci fondatori e della Regione Puglia, la Fiera di Foggia va attraversando un periodo di grande cambiamento. 
Il recentissimo rinnovo del Consiglio Generale e del Consiglio di Amministrazione rappresentano un capitale di entusiasmo che non intendiamo disperdere: le donne e gli uomini chiamati a sostenere la sfida del cambiamento sono colonne sulle quali nessun investimento sarà altrettanto importante quanto il tributo di fiducia che ciascun ente territoriale e locale potrà loro concedere. Un credito di cui il territorio ha bisogno, soprattutto oggi, per affermare leadership positive, capaci di sgombrare il campo da recriminazioni, rimpianti e rimorsi, volgendo il proprio sguardo avanti, al futuro, con ottimismo, con serenità, con equilibrio e con sobrietà.
 
La Fiera di Foggia, da questo punto di vista, si candida, con le sue iniziative, ad essere palestra dei talenti, luogo in cui testare modelli, verificare ipotesi, diffondere buone prassi, introducendo nel territorio energie positive e sinergie.
In un mondo che cambia, rapidamente, in cui gli scenari della competitività mutano più velocemente dell’innovazione, che pure già procede a ritmi sostenuti, i sistemi economici territoriali richiedono la capacità di cooperare, di produrre valore comune, di condividere gli obiettivi, di partecipare alla costruzione di percorsi integrati e sovralocali, sottratti al gioco delle parti ed agli interessi di bottega.
La Fiera di Foggia intende fare la sua parte. La sua mission è già quella di farsi luogo d’incontro, di confronto e di proiezione. La sua composizione partecipata è già di per se stessa il risultato di un dialogo. I suoi organi di governo sono già sintesi delle istanze locali e della governance regionale.
 
Sento il bisogno di ringraziare, personalmente e a nome di tutta la comunità, i membri del precedente Consiglio di Amministrazione e Consiglio Generale, con i quali ho condiviso due anni di intenso lavoro e il comune slancio a servire questa terra amministrando questo prestigioso Ente.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione, appena insediato, è già atteso da responsabilità importanti, investito da un grande desiderio di rinnovamento che si dovrà tradurre in strumenti concreti, urgenti, su almeno tre fronti:
 
- LE MODIFICHE DELLO STATUTO, per adeguarsi ai dettami del Decreto Legislativo 78/2010 contenente misure di riduzione dei costi degli apparati politici e amministrativi, ma che è anche straordinaria opportunità per ringiovanire un testo che risente del tempo in cui fu redatto;
- IL PIANO INDUSTRIALE, come richiesto dalla Regione, quale occasione per misurare le proprie performance, per aderire a nuove sfide, per rilanciare la propria missione a servizio del territorio e – non certo da ultimo – per avviarsi nel percorso di PRIVATIZZAZIONE.
- IL PIANO FIERE 2012, che non potrà più limitarsi ad essere un calendario ma dovrà essere riempito di contenuti, di valori, di obiettivi, di strumenti di comunicazione, di strategie di posizionamento, di nuovi stimoli e nuove proposte di crescita per il sistema delle imprese e delle istituzioni di Capitanata, nel contesto più generale del sistema fieristico pugliese.
 
Su tutto questo richiamo oggi la vostra attenzione, autorità presenti, imprese e associazioni. Su tutto questo che può aver senso unicamente se saranno individuate le strategie condivise per affermare una nuova visione del ruolo della Fiera nel territorio e per il territorio.
Una “nuova visione” che non necessariamente dovrà essere una “visione nuova”, anzi, se perdonerete il gioco di parole spero possa essere mutuata l’idea che – per andare verso il futuro – la Fiera debba guardare al suo passato.
Come ho avuto modo di dire, l’Ente Autonomo è più che settantenne, ma le sue radici sono ben più antiche, affondando nella storia prima federiciana e poi aragonese.
L’antica fiera nacque e prosperò fino a diventare il più grande mercato laniero e caseario del Regno di Napoli: una delle più importanti d’Italia e d’Europa. 
Mi piace ricordare che nel 1447, nel periodo aragonese, attraverso l’istituzione della “Regia Dogana della Mena delle Pecore”, la fiera assunse privilegi tali da farsi internazionale e - ininterrottamente per oltre 400 anni, fino all’Unificazione d’Italia - contribuì in misura determinante al benessere della gente di Capitanata, stabilendo con la Città di Foggia un singolare rapporto per il quale la storia della Fiera si completa e si riflette nella storia cittadina.
 
Ebbene, io credo che è nella nostra storia di foggiani, di donne e uomini di Capitanata, che dobbiamo trovare le risposte per il futuro.
Ormai lontani da rendite di posizione e rifuggendo sterili recriminazioni e rivendicazioni, dobbiamo tornare ad occupare un ruolo e una posizione che ci deve essere riconosciuta non già perché ci appartiene ma perché funzionale ad un disegno di interesse regionale e nazionale.
Soltanto se sapremo tornare ad essere orgogliosi delle nostre matrici rurali, fieri di appartenere a questa terra, figli e nipoti di pastori, allevatori e contadini, potremo rivendicare un futuro.
 
La storia della Fiera è la storia della città di Foggia. E’ la storia della sua provincia, dal Tavoliere al Gargano passando per i suoi borghi appenninici. E’ storia di sacrifici e di scommesse, non sempre vinte, che hanno irrigato il territorio di sudore e talvolta di lacrime. Ma è anche storia di gente operosa e semplice, capace di garantire dignità al proprio lavoro e alle proprie famiglie. 
 
Quale visione, quale piano strategico, quale privatizzazione, quale futuro, se non ripartiamo da noi stessi, dalle nostre radici, dalla nostra identità, da un sano spirito di appartenenza che non vuole smarrire il proprio orizzonte nel campanilismo o nella chiusura rispetto all’esterno ma vuole aprirsi e confrontarsi, nel rispetto delle diversità, ma con la sensazione forte di non poter essere altro da sé. E di non poter in nessun modo rinunciare alle proprie origini.
 
Al sistema economico e fieristico pugliese, questa Fiera può offrire un patrimonio di conoscenze, relazioni, competenze e professionalità costruito in questi anni con il sostegno di tutta la comunità nella quale opera, ma che sono eredi di un’antica tradizione che sui temi dell’agroalimentare e del turismo non vuole essere seconda a nessuno.
 
Dobbiamo acquisire tutti assieme la consapevolezza che superare la crisi non è un obiettivo. 
Le congiunture, infatti, sono fasi di transizione che devono insegnarci a modificare le nostre abitudini e riscoprire modelli del valore, innovando nel solco della tradizione.
Occorre attrezzarsi per la fase successiva, perseguendo la necessità di innovare i nostri sistemi produttivi e commerciali, di internazionalizzare i mercati di riferimento delle nostre produzioni, di qualificare processi e percorsi per aumentare la competitività.
 
Per l’insieme di questi motivi, i miei ringraziamenti quest’anno non possono davvero essere formali: ai rappresentanti delle istituzioni che costituiscono i partner della Fiera di Foggia (Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comune di Foggia e Camera di Commercio), esprimo gratitudine per il dono di un Comitato Generale e un Consiglio di Amministrazione le cui prime sedute sono state di grande entusiasmo, termometro di una volontà condivisa di cambiamento e di innovazione.
Consentitemi di non sciupare questa grande occasione offerta dall’Ottobre Dauno per chiedere a voi tutti di rimanerci accanto, di mantenere un approccio collaborativo e sinergico, di sentirvi parte di una Fiera che non è monumento a se stessa ma alla qualità della vita e dell’economia di questo territorio.
 
Perché la Fiera vuole essere al centro di Foggia, parte integrante e luogo aperto.
 
Perché la Fiera vuole essere al centro della Capitanata, al servizio delle sue attività economiche e del suo sistema istituzionale.
 
Perché la Fiera vuole essere al centro del sistema fieristico pugliese con la propria identità forte, valore aggiunto dell’agroalimentare e del turismo regionale.
 
Perché la Fiera vuole essere al centro dell’Italia intera, una e indivisibile, offrendo una vetrina di eccellenze inimitabili e non riproducibili altrove.
 
Perché la Fiera vuole essere al centro dell’Europa e del Mediterraneo, delle culture e dei popoli che ne costituiscono la civiltà, intrecciata da scambi, migrazioni e pellegrinaggi millenari.
 
Perché la Fiera di Foggia è a disposizione di tutti, strumento a disposizione del territorio, delle pugliesi e dei pugliesi.
 
E’ con questo auspicio e con questa consapevolezza che invito l’Assessore Elena Gentile ad inaugurare la 33a Campionaria Nazionale d’Ottobre.
 

 

 
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